Una giornata straordinaria, che non dimenticherò mai

L’emozione di un istante, una sera, l’alba di un nuovo giorno

Il 2 luglio 2019, il prof. Francesco Cupertino veniva eletto Rettore del Politecnico di Bari. Ad un anno di distanza da quell’evento ecco il racconto di quei momenti, le riflessioni, tra passato e presente, scritte dal settimo rettore del Poliba. Il testo, ospitato e pubblicato in anteprima dalla Gazzetta del Mezzogiorno lo scorso 19 luglio (che ringraziamo) viene proposto, a giusto titolo e per memoria dell’intera comunità, anche dal nostro giornale, “Poliba Chronicle”.

di Francesco Cupertino

Faceva davvero caldo, il 2 luglio di un anno fa, e io sentivo l’adrenalina che accelerava il battito del mio cuore, mentre gli occhi erano incollati al maxischermo dove stavano aggiornando i risultati dello spoglio.
Avevo la sensazione che tutto il Politecnico si fosse riversato lì, nell’aula magna del Campus, per partecipare al momento culminate e tanto atteso.
Accanto a me, alle mie spalle e tutto intorno, colleghi, collaboratori, e amici di una vita continuavano a segnare voti sui taccuini, a discutere animatamente tra loro, a fare un tifo appassionato, eppur composto, fino all’ultima scheda utile. Vedevo i giornalisti digitare sugli smartphone, pronti a mandare la notizia in redazione e i fotografi prendevano posizione, per poter cogliere l’attimo. All’improvviso, il numero fatidico apparve sul tabellone.
Poi un lungo applauso, gli abbracci, la gioia. Alzai le braccia al cielo cercando con lo sguardo tutti. All’età di 46 anni ero appena stato eletto rettore del mio amato Politecnico.

Un particolare della pagina della Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 19 luglio.

Da quella giornata meravigliosa è trascorso, anzi volato, già un anno, tra i preparativi per l’insediamento, la pandemia, il lockdown. Quando la Gazzetta, che ringrazio, mi ha chiesto di raccontare un evento della mia vita che non ho mai dimenticato, il mio pensiero è andato subito al giorno della mia elezione a rettore. Non potrò mai dimenticare anche perché è il giorno in cui ho stretto un patto con la mia comunità e con la città.
Anzi, con le città. Perché oltre Bari c’è Taranto, seconda sede del Politecnico fin dalla sua istituzione e il cui futuro abbiamo molto a cuore.
Ma questo patto è ancor più esteso e riguarda la Regione e l’intero Paese. Come unico Politecnico nel Centro-Sud, infatti, abbiamo la responsabilità e le capacità per contribuire allo sviluppo del sistema Italia.
La mobilità, l’energia, la salute, l’ambiente, la digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione: in tutti gli ambiti decisivi per i prossimi anni, il Politecnico di Bari è impegnato, oggi più che mai, a collaborare con le aziende e con le istituzioni, per dare con la sua ricerca un contributo forte allo sviluppo. Il grande cambiamento in corso è globale e noi guardiamo con fiducia al futuro attingendo all’esperienza.

il Prof. Francesco Cupertino, appena nominato Rettore, in una foto ricordo con gli studenti.

Appena uscito dall’aula magna, i più rapidi e decisi a “rapirmi” furono gli studenti. Mi ritrovai felicemente insieme a loro, tra loro, quasi uno di loro. Del resto, ero un ex studente che arrivava al poso “di comando”. La laurea, il dottorato, tutti i passggi di carriera, da ricercatore ad associato ed infine a professore ordinario: l’intera mia vita mia vita accademica si era svolta nel Politecnico e adesso la mia comunità mi chiamava a svolgere un compito straordinario.
Non pensavo ad altro che al mio dovere di ricambiare tanta fiducia; di riuscire nell’impresa; di essre all’altezza della situazione.
In quel momento di euforia, i ragazzi cercavano non solo e non tanto l’abbraccio e la foto di gruppo, ma soprattutto la parola giusta che desse loro prospettive, visione, speranza. In loro vidi l’elemento della nostra comunità in grado di fare sintesi tra un prima e un dopo. Mi apprestavo a prendere il testimone di un predecessore (Eugenio Di Sciascio) che aveva fatto molto bene. Mi proiettavo, di lì a tre mesi (1 ottobre) a guidare un Politecnico moderno, autorevole, con i conti in ordine, in grado di garantire formazione adeguata e inserimento lavorativo ai suoi laureati. Sapevo che dovevo proseguire su quella strada. E che dovevo fare anche meglio, se possibile.
Vedevo, negli occhi dei ragazzi, la consapevolezza di un passaggio che doveva essere rassicurante e stimolante al tempo stesso. E io dovevo incarnare quel passaggio: che grande responsabilità! Mi feci coraggio e mi convinsi che potevo farcela. Lo dovevo a loro, alle loro famiglie che ci avevano dato fiducia. Lo dovevo, allo stesso modo, a tutto il corpo docente, ai dipendenti tecnici e amministrativi, ai partner del Politecnico, al territorio.

Il Prof. Francesco Cupertino, appena nominato Rettore, riceve le congratulazioni dei presenti.

Quella giornata straordinaria andò avanti fino tarda sera, tra festeggiamenti, slanci di euforia, pensieri seri e a tratti seriosi. Ricordo la felicità della mia famiglia, l’abbraccio dei miei genitori, gli amici di vecchia data e perfino i vicini di casa. Il giorno successivo, recandomi a sbrigare alcune formalità, mi arrestai di colpo sulla soglia d’ingresso del palazzo in cui ha sede il rettorato, in via Amendola. Alzai lo sguardo e vidi la grande scritta sul portone: “Politecnico di Bari”. Pensai, per un attimo, che la festa finisce e che comincia la fatica. Ma ripensai ai ragazzi, al patto e a tutto il resto. E affrettai il passo con fiducia.

E’ stato un anno duro, ma bellissimo, ricco di soddisfazioni e ottimi risultati, mentre tanti altri progetti importanti sono in cantiere. Ora siamo in ripartenza e c’è tanta voglia di tornare a vivere, studiare, fare cose utili e sempre più belle. Andiamo avanti decisi: e vi confesso che ogni giorno ripenso a quel giorno di un anno fa.

Ufficio stampa Poliba

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