PRIMA MISSIONE SPAZIALE PER POLIBA: UN LABORATORIO DI GIOVANI TALENTI PER COSTRUIRE IL SATELLITE DI ATENEO

presentato il progetto polibasat. per gli studenti che vogliono entrare nel team è aperta una call. «abbiamo partner privati e il patrocinio dell’asi»

28 marzo 2024

Il Politecnico di Bari avvia il progetto PolibaSat, per realizzare il primo satellite artificiale dell’ateneo. Un laboratorio di didattica innovativa e di ricerca applicata di cui sarà protagonista un gruppo di studenti, coordinati da docenti e in collaborazione con aziende del settore.

Un programma di lavoro impegnativo che richiederà competenze multidisciplinari, dalla meccanica all’elettronica, dalla fisica all’informatica, con scadenza prevista nel 2027 per la messa in funzione del dispositivo. Quanto alle applicazioni, PolibaSat sarà dotato di un sistema di osservazione per raccogliere e trasmettere informazioni sui detriti spaziali che orbitano pericolosamente intorno alla Terra, un tema di grande attualità e urgenza nell’ambito della nuova economia spaziale.

NUOVE OPPORTUNITÀ

«Vogliamo coinvolgervi in iniziative che vi consentano di imparare a realizzare qualcosa» ha detto il rettore del Politecnico, Francesco Cupertino, alla presentazione del progetto nella sede dell’incubatore BINP, l’altro giorno al Campus, rivolgendosi agli studenti presenti.

«Questa capacità – ha aggiunto il rettore – è oggi prioritaria per molte aziende, nella selezione del personale, anche rispetto alle competenze e noi vogliamo darvi tutti gli strumenti adatti a costruire il vostro futuro». Il rettore ha poi annunciato la disponibilità dell’Asi – Agenzia Spaziale Italiana – a patrocinare l’iniziativa.

«Così un passaggio per portare in orbita il vostro satellite lo troviamo di sicuro» ha detto il generale Roberto Vittori, astronauta dell’Aeronautiva militare italiana e docente del Politecnico al dottorato di ricerca in Ingegneria e Scienze aerospaziali, a proposito delle prospettive di utilizzo di PolibaSat.

IL PROGETTO

Il progettto prevede, infatti, la realizzazione di un cubesat: un satellite di piccole dimensioni, facilmente integrabile, destinato alle orbite basse (300-1.000 km dalla Terra) e ideale per le applicazioni scientifiche. Non a caso, i primi esemplari di cubesat sono stati realizzati in ambito universitario. Oggi si stima che di quasi 9.500 satelliti attualmente in orbita, il 23% siano cubesat.

Con queste caratteristiche, i cubesat possono essere lanciati in orbita in modalità piggyback (ottenendo un passaggio su un satellite principale) oppure direttamente dalla Stazione Spaziale Internazionale. Per il Politecnico, la ricerca sarà coordinata dalla professoressa Caterina Ciminelli (nella foto in basso), ordinario di Ingegneria elettronica, che ha invitato gli studenti a candidarsi a far parte del team PolibaSat.

LA CALL E COME CANDIDARSI

È aperta infatti una call (clicca qui per accedere), con la quale si valuteranno i percorsi di studio e le motivazioni dei partecipanti. Il team lavorerà organizzato in gruppi di lavoro, ognuno dei quali si occuperà di un elemento del satellite. Per gli studenti, com’è stato sottolineato durante la presentazione, si tratta di un’occasione per far emergere il loro talento ed entrare in contatto con realtà leader in un settore molto promettente e in rapida espansione.

Non a caso, alla presentazione erano presenti Cristoforo Abbattista, di Planetek e Chiara Pertosa, Ceo di Sitael, che ha dato disponibilità al progetto per le attività di testing. Tra il pubblico c’era anche Alessia Gloder, Ceo di Astradyne, startup che ha messo a punto un nuovo sistema di pannelli solari per applicazioni spaziali, vincitrice del premio Primo Round per la migliore startup dell’anno all’Italian Tech Week 2023. Tutti segnali che l’attenzione del settore nei confronti del Politecnico è alta in questo momento. Un’opportunità da cogliere per chi guarda al futuro.

per la foto di copertina, credit Stuart Rankin, su Flickr https://www.flickr.com/photos/24354425@N03/43024448000

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